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Eleonora Parigi #ShareYourStory

Eleonora Parigi: Fighter della Profighting Firenze.

Abbiamo avuto il piacere di conoscere Eleonora Parigi, siamo rimasti colpiti dalla sua tenacia nel suo ultimo match.

Proprio per questo abbiamo pensato che fosse importante far conoscere anche la sua storia nel nostro Progetto #ShareYourStory.

Ciao Eleonora. Buon inizio anno!

In previsione del tuo prossimo match, abbiamo alcune domande per te.

1) Quando ti sei avvicinata al tuo sport? Età e perché?

E.P.

– Mi sono avvicinata agli sport da ring all’età di 16 anni. Decisi di smettere ginnastica artistica che praticavo da 9 anni. Ho cercato un altro sport bello tosto da iniziare, ma nessuno mi andava bene, finché un pomeriggio mi ritrovai con due miei amici a fare una prova di Muaythai, disciplina per me sconosciuta fino a quel momento. Da quel giorno non sono più uscita dalla palestra e mi sono appassionata a quest’arte marziale.

2) Secondo te qual è la parte più importante di una preparazione prima del match?

E.P.

– Non è semplice rispondere a questa domanda. Per quanto mi riguarda la preparazione fisica va di pari passo con la preparazione mentale, per arrivare al top sul ring. Riuscire a far coincidere gli allenamenti con il resto degli impegni quotidiani, non è così facile e avere un buon controllo emotivo è fondamentale. Oltre a ciò, credo sia altrettanto importante avere un ottimo rapporto con il proprio allenatore. Avere una giusta intesa e una fiducia reciproca, per affrontare gli allenamenti e la gara insieme in modo costruttivo ed essere una coppia vincente.

3) Quanto è importante lo stato mentale dell’atleta prima di una gara?

E.P.

– Oltre agli allenamenti quotidiani, se non c’è una buona carica mentale, la voglia di salire sul ring per confrontarsi, la voglia di mettere in atto tutte le cose imparate e migliorate in allenamento e un buon controllo emotivo, è difficile affrontare bene la gara. Personalmente penso sia importante la parte psicologica per affrontare un match e per avere una maggiore sicurezza in sé stessi. Ci sono molte tecniche che si possono usare e io trovo molto utili gli esercizi di visualizzazione del match, esercizi di training autogeno e self control.

4) Quali sono le difficoltà o le paure maggiori che si possono affrontare nelle tue discipline? 

E.P.

– In realtà io non le definirei paure; difficoltà, quelle sicuramente tante, ma fatte con passione dedizione e cuore, quindi non si trasformano in paure reali.

Una grande difficoltà che probabilmente si presenta nella vita di ogni fighter è il peso, dunque seguire una dieta quotidiana per arrivare al peso pattuito. Allenandosi tanto ogni giorno è normale mettere massa muscolare e aumentare il volume, che però ha un peso. E’ anche vero che cambiare categoria spesso implica trovarsi avversarie molto più grandi e pesanti, che tagliano tanti chili e durante il match la differenza poi si sente.

Io cerco di arrivare al mio peso ideale sempre in modo sano, ma è difficile starci dietro mentalmente facendo coincidere anche la vita sociale: ci vuole molta disciplina. Farsi aiutare da un nutrizionista professionista è fondamentale.

Salire sul ring, ricevere colpi forti o confrontarmi con un’altra ragazza non sono mai state paure, perché per salire lì sopra bisogna avere davvero voglia e avere la consapevolezza che è uno sport, che siamo in due e vince solo una delle due. Per cui non direi paura, ma ansia da prestazione e adrenalina. Sono emozioni inevitabili e sono anche le cose belle che fanno di questo sport una sana dipendenza.

5) La tua soddisfazione più grande?

E.P.

Negli ultimi anni le soddisfazioni sono state tante, una di queste è vedere il mio allenatore felice della mia prestazione di gara.

Andare all’estero a fare match di livello internazionale con avversarie molto forti, è una delle più grandi soddisfazioni. In particolar modo vorrei raccontare un match fatto ad aprile 2019 in Francia in cui ho vinto ed è stato bellissimo, soprattutto per tutte le circostanze che giravano intorno a quella gara: ovvero combattere contro l’atleta di casa, essermi allenata in modo diverso.

Oltre a questo una settimana prima mi ero laureata e sicuramente anche la mia situazione sentimentale non aiutava. Quindi un insieme di situazioni che mi hanno portata ad uno stato mentale ed emotivo non ottimale. Aggiungiamo anche la differenza di prestazione, ovvero combattere sui 5 round di Muaythai. Unendo tutte queste cose ho dovuto dare il massimo per vincere, dovendo dimostrare tanto agli arbitri. Ricorderò per sempre quella vittoria, io e il mio allenatore da soli in un altro stato, che siamo riusciti a portare a casa quella vittoria speciale.

6) Progetti per il futuro?

E.P.

– Per il mio prossimo futuro mi auguro solo di continuare a fare gare di alto livello, non mollando mai e riuscire a mettere lo sport al primo posto, per combattere sempre con avversarie di alto livello, migliorandomi in tante cose e portare altri risultati e soddisfazioni e casa e al mio allenatore.

Sto ancora studiando e nel frattempo lavoro, per cui sto costruendo il mio futuro sapendo che lo sport non sarà per sempre al primo posto, ma ora è sicuramente la cosa centrale.

7) Cosa ne pensi del nostro progetto ShareYourStory e del Brand FighterInside?

E.P.

– Solo ora dopo 10 anni che pratico questo sport, le persone iniziano a conoscere questa disciplina quando ne parlo, ma ancora rimane in ombra e ci sono tanti pregiudizi e stereotipi.

Soprattutto da donna non è facile far capire sempre quello che faccio e i sacrifici che ci sono dietro, per questo credo che un progetto come ShareYourStory aiuti molto noi atleti di questo sport.

Finalmente qualcuno che si occupa di farci conoscere e di promuovere la nostra disciplina, usando un metodo non banale ma con domande serie, che chiunque legga possa capire meglio cosa c’è dietro, cosa proviamo e la nostra storia. Questo sport è fatto di pura passione, continuare a praticarlo è perché lo amiamo all’ennesima potenza. Riuscire a trasmetterlo anche agli altri è una cosa unica e credo che un progetto come questo, possa far capire ai lettori quanta passione e dedizioni ci sia in atleti di questi sport e far capire a chi non se ne capacita, cosa c’è dietro a tutto il nostro lavoro. E’ importante lasciare da parte tutti i pregiudizi sulla violenza e la rabbia.

Oltre a questo progetto, penso sia raro trovare brand che si riconoscono nel nostro sport. Certo siamo abituati a vedere grandi marche, ma che fanno prodotti tecnici per allenarsi, che è diverso da questo. Lo trovo molto originale, poter uscire nella vita quotidiana con una maglia o felpa Fighter Inside, e non usarla solo in palestra per allenarsi e farla vedere solo a chi già si allena con noi, ma far vedere che siamo fighters mi piace molto. Anche il nome mi piace e contraddistingue molte discipline non solo la mia, è essenziale e chiaro.

Può essere interpretato in molteplici modi ed è proprio vero che per essere un combattente sul ring bisogna prima essere un guerriero dentro: fighter inside!  

Grazie per le belle parole e per averci raccontato la tua Storia!

Un ringraziamento al Main Sponsor #FighterInside per l’abbigliamento fornito.

Qui potete trovare altri articoli:

https://www.fighterinsideshop.com/it/

Un augurio per la tua nuova avventura.

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